Mimmo Paladino
Mimmo Paladino è nato a Paduli, nei pressi di Benevento, il 18 dicembre 1948. Frequenta il Liceo artistico di Benevento, indotto all'interesse per l'arte dallo zio Salvatore, pittore.
Mimmo Paladino espone le sue opere per la prima volta nel 1968 a Napoli presentato da Achille Bonito Oliva che lo affiancherà criticamente nel corso di tutta la sua carriera. Alla fine degli anni settanta si trasferisce a Milano; in quegli anni l'opera di Mimmo Paladino viene presentata in varie mostre in Italia e all'estero e iniziano a emergere i segni e le figure che lo contraddistingueranno negli anni a venire, con la riscoperta della figurazione pittorica. Nel 1978 compie il suo primo viaggio a New York. Alla Biennale di Venezia del 1980 Bonito Oliva presenta "Aperto 80", mostra ufficiale di presentazione del nuovo movimento denominato Transavanguardia di cui Mimmo Paladino fa parte. Da quel momento ha inizio un successo internazionale che si concretizzerà nella sua prima mostra in America nello stesso anno.
La grande passione per il disegno avvicinerà in quegli anni Mimmo Paladino alle tecniche incisorie dall'acquaforte alla xilografia, all'acquatinta.
Nel corso degli anni ottanta partecipa a numerosissime mostre, allestisce personali in tutto il mondo e il lavoro di Mimmo Paladino viene unanimemente riconosciuto dalla critica. Nel 1988 viene invitato alla XLIII Biennale di Venezia.
Il 1990 è l'anno d'inizio di un rapporto con il teatro che diverrà, negli anni, sempre più intenso. Nel 1993 realizza la grande mostra antologica a Firenze al Forte Belvedere.
Un anno più tardi Mimmo Paladino inizia la collaborazione con Roberto Gatti - Laboratorio d'Arte Grafica di Modena, al quale tutt'ora affida la realizzazione delle sue opere grafiche. Tra le prime opere realizzate a Modena ventuno acqueforti per l'Ulysses di James Joyce e le incisioni della cartella Landscapes per Waddington Graphics di Londra.
Proseguono negli anni novanta mostre, progetti espositivi che a volte coinvolgono diverse realtà, con l'inserimento di opere in contesti diversi delle città: in questo senso da ricordare il progetto che, a Napoli, nel 1995 coinvolse diversi poli museali e luoghi della città. Negli anni duemila in Mimmo Paladino si accentua sempre più questa sua innata poliedricità portando la sua opere in contesti assolutamente differenti: dalla realizzazione dei decori sulle tazzine Minimalia, alla progettazione di un film sulla città di Palermo del quale Mimmo Paladino cura la regia o un mosaico per l'Ara Pacis a Roma; dal suo sempre più stretto rapporto con il teatro alla realizzazione delle sue opere scultoree.
Anche la produzione grafica di Mimmo Paladino è contraddistinta sempre da una ricerca di nuove soluzioni e improntata ad una continua sperimentazione.
Ne sono prova le opere a stampa realizzate in questi anni dal Laboratorio di Modena fra le quali le opere di grande formato "Sale, Pane, Calce. Nel 2001 viene pubblicato il catalogo ragionato della grafica di Mimmo Paladino dal 1974 al 2001 curato da Enzo Di Martino.
Negli ultimi anni Mimmo Paladino realizza, tra le altre, una grande retrospettiva a Prato, nella quale viene riproposto l'allestimento della sala personale alla Biennale di Venezia del 1988 e nel 2003 viene scelto a rappresentare, con una sua opera, l'arte italiana a Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo.
Mimmo Paladino nel 2005 è autore di un grande progetto a Napoli su Don Chisciotte che comprende una serie di opere pittoriche e scultoree, un film da lui diretto e un libro d'artista realizzato dal Laboratorio d'Arte Grafica di Modena. Il libro, di straordinaria importanza, è composto da sessanta opere realizzate da Mimmo Paladino con varie tecniche: incisioni all'acquaforte e acquatinta, collage, impressioni tipografiche che dialogano con le poesie di Giuseppe Conte.

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